venerdì, luglio 04, 2008

Firma digitale: il governo non cambi di nuovo le regole!!!

Il Ministero per la P.A e l'Innovazione ha pubblicato un estratto del disegno di legge finanziaria 2009-2011 (il gemello del D.L. 112/2008) il cui articolo 49 prevede una delega al Governo al fine di apportare ulteriori modifiche al Codice dell'Amministrazione Digitale (D.lgs 82/2005, già modificato una prima volta con il D.lgs 159/2006 e poi, ancora, con alcune disposizioni contenute nella Finanziaria 2008) .

La cosa più grave (oltre al solito ipertrofismo normativo) è che alla lettera c) del succitato articolo 49 si dice: "modificare la normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l’adozione e l’uso da parte della pubblica amministrazione, di cittadini e imprese"

Parliamoci chiaro, se si sta cercando di affossare definitivamente l'uso di qualsivoglia sottoscrizione elettronica nel nostro paese, questa è la strada migliore. Non si può continuare a cambiare le regole ogni due o tre anni, non è tollerabile.

Stiamo ancora aspettando la regolamentazione tecnica ex art. 71 del CAD (del resto sono passati "solo" tre anni) e si pensa di rimettere mano alla legge? Ma stiamo scherzando?

Senza contare i disastri che lo stato di incertezza conseguente all'approvazione di una simile disposizione potrebbe ingenerare sui processi di conservazione sostitutiva, rispetto ai quali la firma digitale (e le regole che la governano) rappresenta lo strumento principe.

Le norme che ci sono vanno più che bene. Se la firma digitale è poco (e male) usata non è un problema di regole ma di mentalità. E quella di certo non la cambi mettendo mano al CAD un anno si e l'altro pure.


Art. 49
(Codice dell’amministrazione digitale)

1. Il Governo è delegato ad adottare, secondo le modalità, i criteri ed i principi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, entro diciotto mesi dalla data in entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con i Ministri interessati, volti a modificare il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codice dell’amministrazione digitale, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l’erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005;
b) individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole pubbliche amministrazioni, da utilizzare per l’incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento per i progetti di innovazione;
c) modificare la normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l’adozione e l’uso da parte della pubblica amministrazione, di cittadini e imprese;
d) prevedere il censimento e la diffusione degli applicativi informatici realizzati o comunque utilizzati dalle pubbliche amministrazioni, e dei servizi erogati con modalità digitali, nonché delle migliori pratiche (best practices) tecnologiche e organizzative adottate, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti;
e) introdurre specifiche disposizioni volte a rendere il project financing strumento per l’accelerazione dei processi di valorizzazione dei dati pubblici e per l’utilizzazione da parte delle pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali;
f) prevedere l’utilizzo del web nelle comunicazioni tra le amministrazioni e i propri dipendenti;
g) prevedere la pubblicazione, sui siti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, di indicatori di performance, introducendo sanzioni per le amministrazioni inadempienti

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